
Thank You and Other Stories – Mette Juul
Etichetta discografica: Self produced
Data di uscita: 4 aprile 2025
Mette Juul, cantautrice e chitarrista danese, con Thank You & Other Stories giunge alla sua settima fatica discografica. Già nota per la sua capacità di fondere sonorità jazzistiche con una sensibilità cantautorale raffinata, Juul presenta un lavoro che ambisce a scrutare e interpretare il complesso mondo contemporaneo. Il suo percorso musicale è segnato da collaborazioni prestigiose, come testimonia la presenza di leggendari musicisti del calibro di Alex Riel, Heine Hansen, Jesper Lundgaard e Palle Mikkelborg nel suo album di debutto, “Coming in from the Dark” (2010). In questo nuovo progetto, Juul si avvale della preziosa sinergia con il pianista Peter Rosendal, il bassista e polistrumentista Lars Danielsson e il percussionista Xavier Desandra Navarra. “Thank You and Other Stories” si configura quindi come un’ulteriore tappa nel percorso di un’artista che non teme di mettersi in gioco, rileggendo il proprio passato e aprendosi a nuove sonorità.
Thank You and Other Stories: Un Dialogo Intimo
Q&A con Mette Juul
Il jazz non ha fretta, e a volte non e’ puntuale!
L’album che stiamo presentando si farà vivo, qui, il
4 aprile 2025
accompagnato da un player audio pronto a far vibrare l’aria.
Preparatevi a lasciarvi trasportare dalle sue note!
Jazz in Family: 1. Nelle canzoni “Lucky” e “Thank You”, parla del “privilegio” di incontrare persone generose. Come definisce questo “privilegio” e come si è manifestato nella sua vita?
Mette Juul: Penso sia un grande privilegio incontrare persone che siano genuinamente interessate a te e al tuo benessere, persone generose di energia e tempo e che ti ispirino profondamente. Forse non tutti hanno questa fortuna quando ne hanno bisogno, quindi lo sento come un privilegio.
Jazz in Family: 2. La canzone “Thank You” descrive come una persona possa “piantare semi vitali” nella vita di un giovane. Quali sono questi “semi vitali” per lei e quali esempi specifici di questo processo l’hanno influenzata?
Mette Juul: Quando ero giovane, conoscevo altri giovani che, come me e molti altri, avevano difficoltà a crescere. Alcuni di loro non avevano adulti costruttivi o che li guidassero nella loro vita e finirono per affrontare problemi da adulti – …che avrebbero potuto essere evitati se qualcuno li avesse guidati. Come sappiamo, i giovani sono molto aperti all’ispirazione, ma sono anche vulnerabili se si trovano su un sentiero distruttivo. Non direi di essere stata su un sentiero molto distruttivo, ma ero persa, e fortunatamente ho incontrato persone che mi hanno influenzato positivamente a fare musica, semplicemente credendo in me e dandomi un feedback onesto e creativo.
Jazz in Family: 3. La nuova versione di “Little Devil Blue” include nuove riflessioni sulla musica e sui testi. Quali sono i cambiamenti più significativi che ha apportato e come si collega questa nuova versione alla sua crescita artistica e personale?
Mette Juul: Questa versione è stata registrata in modo abbastanza spontaneo, Lars Danielsson l’ha sentita per la prima volta quando ci siamo incontrati in studio, e volevo che la registrazione avesse un suono fresco e “grezzo”. Sapevo di volere l’organo per dare profondità, ma a parte questo l’arrangiamento è nato sul momento. Nelle settimane precedenti la registrazione, ho lavorato per cambiare i testi in modo che fossero più in linea con dove sono oggi. Si tratta di accettare le proprie imperfezioni, abbracciare le proprie ombre e i lati più oscuri, e prenderne il controllo invece di lasciare che loro/Il Piccolo Diavolo Blu ti controllino.
Jazz in Family: 4. L’album esplora vari temi, tra cui la gratitudine e l’accettazione delle proprie imperfezioni. Quali esperienze o riflessioni personali l’hanno portata a scegliere questi temi per il suo nuovo album?
Mette Juul: Sento che viviamo in un’epoca in cui molti aspirano alla perfezione in vari modi e cercano anche più di quello che già hanno. Ci sono così tante tentazioni, anche i social media, ed è facile sentirsi persi o sentire di mancare qualcosa, forse anche inconsciamente. Credo che questo costante input e pressione possano essere/siano stressanti per noi. Credo anche che possiamo influenzare positivamente la nostra mentalità semplicemente accettando di non poter sempre essere all’altezza delle aspettative degli altri o delle nostre. E magari riderci un po’ su. Qualcuno una volta mi ha detto che dovrei contare le mie benedizioni, invece di concentrarmi sulle cose che sento di non avere. Questo è un ottimo consiglio.
Jazz in Family: 5. Potrebbe approfondire il significato del titolo “Thank You & Other Stories”? Qual è il filo conduttore che lega tutte queste storie?
Mette Juul: Ci sono molti strati e sfumature nel tema di “Thank You & Other Stories”. Il filo conduttore è che abbiamo un enorme impatto sulla vita degli altri e su come si sviluppa. Siamo connessi. Canto della fortuna, ma racconto anche storie di persone meno fortunate, purtroppo non tutti sono fortunati. Canto anche della speranza, mantenendo gli occhi sulla luce nei momenti più bui. L’album per me personalmente è anche un ringraziamento alle persone stimolanti della mia vita che sono state importanti per me. Fa bene ricordarle e onorarle. Penso che le persone potrebbero avere esperienze diverse ascoltando l’album.
Jazz in Family: 6. Come ha influenzato la collaborazione con Peter Rosendal, Lars Danielsson e Xavier Desandra Navarra la sua musica e il processo creativo dell’album?
Mette Juul: Assolutamente meraviglioso. Sono tutti molto aperti di mente e in sintonia con il nucleo delle mie canzoni, aggiungendo bellissimi strati alla musica che diventano parte della mia narrazione.
Jazz in Family: 7. Il comunicato stampa afferma che spera che la sua musica risuoni con gli ascoltatori e forse li ispiri. Cosa spera che il suo pubblico possa trarre dall’ascolto del suo nuovo album?
Mette Juul: Se le canzoni in qualche modo risuonano con l’ascoltatore, non posso chiedere di più. Se vengono ispirati in qualche modo, magari in modi che non potrò mai immaginare, spero che sia in modo positivo. Volevo scrivere di questi temi da alcuni anni. Non voglio moralizzare in alcun modo. Ho solo fatto alcune osservazioni e ho avuto alcune realizzazioni lungo il cammino che dovevo scrivere, e avevo anche bisogno di dire grazie.
Jazz in Family: 8. Oltre alle sue composizioni, ha scelto di includere brani di altri artisti come Irving Berlin e Bob Dylan. Cosa l’ha motivata a includere queste canzoni e come si integrano con il resto dell’album?
Mette Juul: È stato semplicemente intuitivo, ho sentito che dovevano essere sull’album. L’idea per l’arrangiamento è stata molto chiara fin dall’inizio. I temi di “To Make You Feel My Love” e “Let’s Face the Music and Dance” mi sono sembrati una naturale aggiunta all’album.

Un Mosaico di Emozioni e Riflessioni
Thank You & Other Stories si rivela un album profondamente personale, in cui il jazz si intreccia con la sensibilità cantautorale di Mette Juul per esplorare temi universali come la gratitudine, l’impatto delle relazioni umane e l’accettazione delle proprie imperfezioni. L’album si muove agilmente tra momenti di delicata introspezione e aperture melodiche più solari, riflettendo la volontà dell’artista di comprendere e relazionarsi con il mondo in cui viviamo oggi.
Brani come “Lucky” e “Thank You” mettono in luce l’importanza degli incontri fortuiti e delle persone generose che, con la loro guida e ispirazione, possono segnare svolte cruciali nella vita. In particolare, “Thank You” si sofferma sul potere di un singolo individuo nel plasmare positivamente la giovinezza, piantando “semi vitali” che possono germogliare nel tempo.
Attraverso “Thank You & Other Stories”, Mette Juul non intende impartire lezioni morali, ma piuttosto condividere osservazioni e realizzazioni personali. L’album si configura come un sentito ringraziamento alle figure che hanno segnato il suo percorso e come un invito all’ascoltatore a riflettere sull’importanza della gratitudine e sull’impatto che ognuno di noi ha sulla vita degli altri.
Il risultato è un lavoro discografico intimo e raffinato, che saprà certamente risuonare con chi cerca nella musica un veicolo di emozioni autentiche e spunti di riflessione profondi.
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